|
 |
Se
si parcheggia, la gente c'è
Lo sviluppo dell'area prospiciente
via Granarolo. Soddisfatti i negozianti e i ristoratori che hanno
scelto di spostarsi dalla città
(Articolo tratto
da: Il Resto del Carlino - Cronaca Faenza - mercoledì 22
dicembre 2005)
Una nuova città commerciale è alle porte di Faenza.
In via Granarolo in pochi anni hanno aperto e stanno aprendo diverse
attività: pubblici esercizi, bar e luoghi di ristorazione,
negozi di abbigliamento e ceramica. Giuseppe Liverani aprì la
sua edicola 'ottagonale' dieci anni fa, nel gennaio del 1996. «Risposi
a un bando di concorso - spiega - Lo vinsi e aprii. un piccolo
chiosco a forma ottagonale». Allora lungo la Naviglio si
alternavano industrie e aree da lottizzare: di fronte all'edicola
c'erano l'Agenzia Polo Ceramico e l'Irtec-Cnr, alle spalle l'unico
bar della zona il caffè Mokador. «Ho aperto pensando
a uno sviluppo su quest' asse - racconta Liverani ma non immaginavo
potesse essere così vertiginoso. Il mio 'ottagono' ora è in
viale Marconi, io dentro non ci stavo più. Ora ho un chiosco-ricevitoria
di 50 metri, ma sono di nuovo stretto, ho una clientela talmente
varia e imprevedibile, essendo questo un punto di grande passaggio
che debbo tenere di tutto. E di più'. Grande volano dello
sviluppo commerciale dell'area è stato il 'Cinedream', la
multisala cinematografica. «Il cinema è una pubblicità enorme,
chiudo alle 20 e il parcheggio è pieno», spiega Carlo
Gallegati, che in settembre ha aperto Mod’s, spazioso negozio
di abbigliamento a pochi metri dalla mullisala. «Vestiamo
uomo, donna e bambino - continua - con articoli di primo prezzo.
Per 27 anni ho venduto al mercato ambulante, solo bimbo: ho smesso
perché la gente va meno al mercato: parcheggiare. mi dicevano. è davvero
impossibile. Questa è stata una scommessa, ma finora è positivo
oltre ogni aspettativa. Qui il parcheggio non è un problema,
ho una clientela regolare, faentini e non solo, ma anche tante
persone di passagio. Davvero uno bella alternativa - conclude -
rispetto al centro storico». Anche Paola Padovani, e prima
di lei Lea Emiliani dei Maestri Maiolicari faentini, ha scelto
via Granarolo come vetrina delle sue ceramiche. «Prima avevo
il laboratorio in via Pana - racconta - vendevo solo a grossisti
e negozi. Quando ho deciso di aprire anche alla vendita al dettaglio
e avere una vetrina, questa posizione mi è parsa l'ideale:
parcheggio comodo, in prossimità del casello autostradale
e negozio bello spazioso. 300 metri di spazio espositivo, 400 di
laboratorio e l'allargamento della mia clientela mi hanno permesso
anche di diversificare la mia produzione, non più solo tradizionale,
ma anche moderna. Una bottega - conclude Padovani - che dà lavoro
a sette persone». Hanno scelto via Granarolo, 'tradendo il
centro', anche Fabrizio Forasassi e Gian Luca Brunelli che con
Christian Fiorani hanno dato vita al bar-selfservice 'Tavole sul
Naviglio', 140 posti a sedere e 8 dipendenti. «Ho venduto
il bar in piazza - racconta Forasassi - perché credevo nello
sviluppo di quest'area. E avevo ragione: la nostra idea era di
fare molto bar e poca ristorazione, abbiamo dovuto ricrederci,
perché abbiamo un brutto accesso e la zona è ancora
poco illumiriata. Di conseguenza abbiamo puntato più su
tanta ristorazione e meno bar. Siamo contenti, poi vedremo: in
poco tempo hanno aperto altri due punti per la ristorazione».
Martedì sera infatti Roberto Fozzer e Ivana Melandri hanno
aperto il quarto ristorante della catena veneta 'Galloway': erano
in 800 alla vernice. «Un locale che offre due piatti e un
giusto rapporto qualità prezzo- spiega Fozzer - E poi qui,
come dicono gli americani 'no parking, no business'». E il
parcheggio c'è.
Nei giorni scorsi, ha aperto in via Mengolina il secondo punto
vendita 'Zama calzature'. «Abbiamo aperto qui perchè questo
diventerà il nuovo centro di Faenza», afferma senza
indugi Anna Maria Neri, che con otto dipendenti è una realtà commerciale
medio-grande. E del tutto nuova.
Claudia Liverani
|
 |
 |
 |
 |
Clicca
le immagini per ingrandire |
|
 |