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Morini, motore dell'economia
(Articolo tratto da: Corriere di Romagna - Venerdì 9 settembre 2005)

FAENZA - Immobiliare, turismo, servizi, energia, ristorazione. Sono soltanto alcune delle attività in cui è Impegnata la Gimo, la holding manfreda al cui vertice sta l'effervescente e vulcanico Pietro Morini.
L'imprenditore, 68 anni, dai mille interessi, dal fervido dinamismo e dalla vivace creatività, fonda l'azienda soltanto quattro anni fa, nel 2001, dopo oltre cinquant'anni trascorsi alla guida dell'azienda agroavicola di famiglia.
E in pochissimo tempo diventa un colosso, fra i primi tre gruppi industriali del Faentino, con attività che si espandono anche al di fuori dell'Italia.
Non disdegnando, nel contempo, i suoi hobby, a partire dalle auto d'epoca (già tre le sue partecipazioni alla "Mille Miglia"), e il suo impegno nel volontariato, soprattutto in campo medico e sanitario.
E peccato che un giorno è composto da sole 24 ore, altrimenti qualcos'altro si sarebbe sicuramente potuto inventare ancora.
Sono tante le realizzazioni di cui Morini è andato e va tuttora fiero, a partire da quella che è stata la sua costruzione più innovativa, i 25000 metri quadrati della Galleria Naviglio, comprensivo di negozi, esercizi commerciali, uffici, terrazze giardino eleganti e spaziose, quasi tutti venduti a soli tre anni dal completamento dell'immobile. II sistema di teleriscaldamento è altamente innovatiro, essendo dotato di una centrale comprensiva di meccanismi tali da garantire temperature differenti ai singoli locali. La stessa struttura è capace poi del recupero di energia elettrica da pannelli solari. "E' stata la prima realizzazione immobiliare della Gimo, datata 2002 - sottolinea Morini - figlia di un progetto assai originale, con soluzioni architettoniche ed edificatorie avanzate, altamente tecnologiche, frutto di un rilevante sforzo compiuto a 360° nel comparto della ricerca dell'innovazione. Un regalo che ho voluto orgogliosamente fare alla città che mi ha dato i natali, e che mi auspico di contribuire sempre più a rendere bella e affascinante, oltre che funzionale ed efficiente". Anche l'estetica deve avere la sua parte nella progettazione di edifici e costruzioni: "Il posto di lavoro deve essere bello e accogliente - afferma convinto -. Per rendere meglio, le persone debbono operare in ambienti vivibili e confortevoli, che soddisfino anche da questo punto di vista. II titolare di un'impresa ha l'obbligo di assicurare ai propri collaboratori condizioni ideali per motivarli e agevolarli. durante le ore lavorativé". La Gàlleria Naviglio è stato sostanzialmente il primo passo di quell'attività di diversificazione delle proprie attività che Morini ha intrapreso agli inizi del ventunesimo secolo.
Una svolta decisa del proprio essere imprenditore, la cui fortuna si era basata e incentrata, sin dall'oramai lontano 1955, soltanto sull'agriavicolo.
“E poi il grande cambiamento dettato principalmente da ragioni legate alla famiglia e agli affetti - dice ancora Morini -: Io e i miei due fratelli avevamo la necessità di garantire un futuro e prospettive certe a figli e nipoti. Da qui la scelta di adoperarsi in altri campi, di diversificare i nostri interessi aziendali, di allargare lo spettro degli impegni di carattere economico e finanziario". Nuove frontiere, che non potevano non coinvolgere i mercati Internazionali, ai quali ci si è affacciati con determinàzione, volontà, concretezza, ma anche con la consapevolezza di dover affrontare una sfida; per certi versi inedita, ma ineludibile. "Non si può più ragionare solamente in termini localistici, il pensiero deve, allargarsi è coinvolgere situazioni inerenti il quadro nazionale, e ovviamente mondiale - sostiene risoluto Morini -. Uno sforzo che si rende necessario in vista di un processo sempre più marcato che accompagna verso la globalizzazione dei mercati e delle produzioni". Ma su questa strada, già di per sè impervia e irta di ostacoli, le imprese saranno costrette ad affrontare e quindi superare un altro problema, non per nulla semplice: la burocrazia. "Sì, la burocrazia, un male moderno, che ci rende continuamente la vita difficile, complica i nostri iter procedurali, rende complessi i progetti che faticosamente partoriamo. E' un nemico ben conosciuto, di cui tutti, a parole, dicono di volersi liberare, ma che poi ci ritroviamo sempre vivo e vegeto davanti, durante la nostra vita quotidiana. E non solamente quando si tratta di questioni economiche o finanziarie, di richiesta di permessi o autorizzazioni. Il mondo che ci circonda va a mille all'ora; anche noi in Italia dobbiamo adeguarci, e adottare tempi veloci, il più possibile brevi, comunque tali da garantire efficienza ai massimi livelli e risposte tempestive alle domande che ci giungono dal mercato'.
Una seconda lamentela di Morini è rivolta alla scuola, nello specifico all'incapacità di riuscire a fornire cultura imprenditoriale ed una formazione sufficiente ai giovani per potersi inserire a pieno, titolo e con merito nell'ambiente di lavoro circostante.'
"Mancano manager, ragazzi in gamba con voglia e strumenti. adeguati per poter sfondare in campo economico - sottolinea - L'istituzione scolastica non recepisce la domanda che arriva, anche in maniera pressante, dagli imprenditori, che abbisognano di tali figure, per l'oggi ma soprattutto per il futuro".  (Mario Scarponi)

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